Nel parco della villa, ancora oggi, sono visibili alcune torricelle e piccole fortezze che vennero fatte costruire da donna Vittoria per celebrare l’impresa dell’espugnazione di Saragozza da parte del marito. Con il tramonto della stella napoleonica, anche per il generale Pino sembrarono addensarsi nubi nere ma … la bellezza della villa del Garrovo abbagliò la allora principessa del Galles, Carolina di Brunswik, una delle donne più chiacchierate della buona società del tempo.Dopo una breve contrattazione, donna Vittoria Pino cedette, per il tramite di don Alessandro Volta, il grande fisico comasco inventore della pila, la villa alla principessa del Galles per 7.500 Luigi d’oro, cioè circa 150.000 lire, una somma addirittura enorme. Era il 17 luglio 1815.
La principessa apportò altri cambiamenti alla dimora che divenne, se possibile, ancora più fastosa e teatro, tra l’altro, della sua focosa storia d’amore con un tal Pergami, un sergente della cavalleria pesante di Napoleone, unico, a quanto dissero le insaziabili lingue malevole dell’epoca, in grado di soddisfare l’inesauribile brama sessuale della principessa.
Fu Carolina a cambiare il nome della villa
“Il Garrovo” in “Villa d’Este”, in onore di un suo lontanissimo antenato, Guelfo d’Este, che diede origine alla sua casata.Per circa quattro anni, dal 1816 al 1820 l’estrosa dama radunò presso di sé una corte cosmopolita variopinta ed allegra, festosa quanto mai ma, animo sensibile, non dimenticò i bisogni del popolo verso il quale si dimostrò sempre generosa e sensibile. Fu infatti sua l’idea di far costruire una strada che unisse Como a Cernobbio e quest’ultima a Villa d’Este. In seguito oscure e per la verità piuttosto tristi vicende personali, richiamarono la principessa in Inghilterra dove il re le aveva intentato una grave causa penale.
Lo stabile allora, affidato solo alla poca
onestà di alcuni
guardiani, languì per alcuni anni in stato di quasi completo abbandono, fino al suo acquisto effettuato dal ricco barone Ciani. Il complesso visse ancora qualche anno di splendore, sede di feste ma anche certo di cospirazione antiaustriaca
Gli eredi del Ciani però, non riuscendo più a sopportare le gravi spese di mantenimento, lo trasformarono nell’inimitabile albergo che è ora.
Carissimo ospite,spero che questo rapido volo in uno dei luoghi più belli del lario ti abbia fatto venire il desiderio di vivere queste emozioni personalmente dal vero.
Pier