................traduttore multilingue..............

LETTORE MUSICALE(se vuoi ascoltare la musica di sottofondo klikka sulla freccia del player)

miei video prima parte

miei video seconda parte

This div will be replaced

sabato 25 aprile 2009

illusione o rara realtà?



Ma esisterà poi per davvero
O è solamente un’illusione ?
Quello che noi chiamiamo amore quel vento caldo di passione?Quella magia che fa volare dentro bufere di emozioni.
Che esalta i nostri cinque sensi e oscura sempre la ragione. E’ come essere un pianeta che ha ritrovato il proprio sole.Gli gira intorno in una danza, preso dall’orbita d’Amore ...........
E' quella legge universale che tende a farci ricercare, quel che di noi ci è stato tolto per poi poterlo ritrovare. E’ quel difficile equilibrio che si raggiunge a caro prezzo , perché non sempre nella vita riesci a trovare l’altro pezzo. L’altrà metà di quel tuo cielo che fa si che la notte e il giorno si uniscano in una danza ........un infinito girotondo………..
Pier

venerdì 10 aprile 2009

la facciata del Duomo di Como



Approfitto con la trattazione di questo argomento per augurare a tutti una Pasqua serena.
Arrivando dal lago sembra che la cupola del Duomo dialoghi con la guglia maggiore che s’innalza dalla facciata. Arrivando da via Vittorio Emanuele, il profilo della facciata è una lama sottile che sale verso il cielo.






Avvicinandosi si mettono a fuoco le sovrappo
ste nicchie con le statue dei Santi Coronati, i protettori degli scalpellini che per secoli lavorarono là sotto, nei locali della Fabbrica del Duomo, in via Maestri Comacini.
Un gioco fiabesco di trafori e una corona di colonnine sulla guglia centrale la distingue dal profilo appuntito delle altre guglie.
Sulla facciata, ai lati del portale principale, sono poste due edicole che ospitano statue, scolpite sempre da Tommaso Rodari,


raffiguranti, singolarmente, non per
sonaggi biblici, ma due laici, i più famosi comaschi dell’epoca romana: Plinio il Vecchio e Plinio il Giovane.





Il portale laterale rivolto verso il lago, conosciuto in città come ‘porta della rana’ (per la scultura, decapitata all’inizio del Novecento, di un piccolo anfibio che si protende verso una farfalla), è probabilmente il preferito dai comaschi.
Nel medioevo scultura, pittura ed altre forme d'arte presenti nelle chiese erano pensate per la preghiera del popolo analfabeta, e dovevano perciò raccontare gli aspetti principali della messa e i racconti del vangelo, la facciata del Duomo di Como è la rappresentazione esterna di questa preghiera che nasce dall'interno della chiesa e si manifesta poi al di fuori
La facciata è organizzata in un modo che "rispecchia" l'organizzazione dello spazio interno a tre navate, e presenta molte analogie sia con la facciata del Duomo di Milano, sia con quella di Sant'Agostino sempre a Como. La facciata, di chiara matrice gotica (un gotico "italiano" che proprio grazie al diffondersi in tutta Europa dell'opera dei Magistri cumacini andrà via via assimilandosi al gotico internazionale), è suddivisa verticalmente da 4 lesene, decorate da serie di sculture, che suddividono una zona centrale e due laterali; la prima presenta il portale d'ingresso, un rosone ed ai suoi lati due finestre dalla forma allungata, le parti laterali presentano ciascuna una porta d'ingresso ed una bifora posta al di sopra. La maggior parte delle sculture presenti sulla facciata sono riconducibili ad Amunzio da Lurago, o alla sua scuola, e sono realizzate in stile gotico, alcune di queste sculture presentano però caratteri propriamente rinascimentali (sono ad esempio più staccate dalla parete e dotate di autonomia dal fondo mentre quelle gotiche formano un tutt'uno con la parete di fondo).

Al di sopra del portale sono presenti due tondi all'interno dei quali due sculture rappresentano Adamo ed Eva, al di sopra sono presenti cinque sculture di santi poste all'interno di una sorta di loggia (organizzate come in un polittico) con al centro la Madonna e ai suoi lati S. Giovanni Battista e S. Ilario; al di sopra di queste sculture è presente un altro tondo (anch'esso chiaramente gotico) in cui la scultura di un giovinetto, secondo le convenzioni dell'epoca, rappresenta lo Spirito Santo (questo tipo di rappresentazione fu abolita nel '700 da Papa Benedetto XV);

sulla sommità del rosone è posta una piccola edicola in cui una statua rappresenta Dio Padre, al di sopra del rosone sono presenti tre edicole, le due ai lati rappresentano l'arcangelo Gabriele l'una, e la vergine l'altra, mentre quella superiore, al centro (di chiaro stile rinascimentale) rappresenta la resurrezione.







Da questa descrizione si nota come la parte centrale della facciata sia strutturata in modo molto preciso: alla base Adamo ed Eva rappresentano l'umanità, mentre salendo s'incontrano i santi e ancora più sopra e, nel punto più alto Dio.


















Questo tipo di impostazione si rispecchia in quella dell'intera facciata: nella parte più bassa delle lesene sono rappresentati uomini comuni (ad esempio sulla lesena esterna a sinistra è rappresentata una donna, che si è ritenuto essere, erroneamente, Giovanna d'Arco e, a lato un uomo che si è ritenuto essere, anche in questo caso erroneamente, San Giorgio, mentre è semplicemente un capitano di ventura), salendo si incontrano i santi sia sulle lesene sai ai bordi delle finestre nella parte centrale (alcuni chiaramente identificati, altri ancora sconosciuti), salendo lungo la facciata e nell'ideale scala gerarchica, si trova nel punto più alto il "gugliotto" che rappresenta Dio. Parlando della disposizione della facciata è inoltre possibile ritrovare, al centro, la Trinità: lo Spirito Santo rappresentato al di sotto del rosone, questo a sua volta rappresenta Cristo, mentre al di sopra del rosone è rappresentato Dio Padre. Al di sopra del portale e delle porte d'ingresso laterali, sono presenti delle lunette in cui sono rappresentate scene della vita di Maria: al centro sopra il portale è rappresentata l'adorazione dei magi,

mentre le altre scene (presenti anche al di sopra delle porte sui lati della chiesa) rappresentano la visita di Maria ad Elisabetta, la presentazione al tempio, la fuga in Egitto; le due edicole sopra il rosone mostrano invece l'annunciazione.Operando un altro tipo di lettura è possibile notare come la facciata del Duomo di Como rappresenti idealmente la società dell'epoca, che ha partecipato, in diverso modo alla sua realizzazione: così gli ordini monastici sono rappresentati dalle statue dei santi loro fondatori o confratelli, ed allo stesso modo le diverse corporazioni avevano fatto inserire il loro santo protettore, nella parte bassa invece uomini e donne comuni, di cui si è già parlato, rappresentano il popolo nella sua interezza, accanto ad alcuni simboli che Raffigurano probabilmente le famiglie più importanti della città che avevano evidentemente sovvenzionato la costruzione. Così come in una scena tutta la società comasca dell'epoca è idealmente rappresentata nella facciata del suo Duomo. A proposito dei diversi santi rappresentati è possibile notare alcune particolarità probabilmente non casuali: nella lesena di sinistra, in direzione del lago, è rappresentato S. Cristoforo, protettore dei viaggiatori e, a fianco, con bastone e cappa, San Giacomo, pellegrino e viaggiatore per eccellenza, entrambi rivolti verso del lago. Sulla lesena di destra invece troviamo S. Francesco e, vicino, altri monaci francescani, e no sembra casuale che in quella direzione si trovassero all'epoca alcuni monasteri francescani; lo stesso vale per altri santi fondatori di altri ordini monastici, presenti nella città; dovendo poi riempire tutte le "caselle" che compongono la facciata si è poi tralasciata questa sorta di disposizione simbolica, inserendo i vari santi in modo più casuale (non mancano inoltre un paio di ripetizioni dello stesso santo, su una delle lesene e a lato di una finestra in un caso, e su due diverse lesene nell'altro). Parlando invece ancora di composizione geometrica della facciata, è possibile comprendere perché le due finestre ai lati del portale siano più alte di quelle laterali: se a partire dal rosone si immagina di tracciare un cerchio ad esso concentrico, che passi per il tondo in cui è rappresentato lo Spirito Santo, si ottiene il vertice delle finestre centrali, mentre con un altro cerchio, concentrico ai precedenti, che passi per la sommità dell'edicola più alta si trova il vertice delle finestre laterali, infine con un altro cerchio, sempre concentrico ai precedenti, che passi per la sommità del gugliotto, è possibile individuare la posizione delle due porte d'ingresso laterali. In ultimo, anche la posizione del rosone non risulta casuale all'interno della facciata, è infatti possibile notare come, descrivendo il più grande triangolo contenuto all'interno della facciata, il rosone si trovi nel suo centro.

Pier



lunedì 23 marzo 2009

Un paio d'ali


Oggi voglio pubblicare questa poesia di una ragazzina della terza media ,(Arianna Pizzotti) l'ho letta sulla rivista "Como e dintorni ....Credo che essa abbia una valenza universale e si possa applicare a tutte quelle situazioni che vedono l'uomo...., privato della propria libertà, del proprio modo di pensare, della propria identità . Purtroppo molte volte pregiudizi , sicurezza di essere migliori degli altri ,incapacità di accettare le diversità, rendono la vita di ognuno di noi prigioniera di altri ,privata di un paio d'ali per volare .

Pier

domenica 15 marzo 2009

Primavera verrà....


Primavera verrà


Fuori casa oltre il campo
un sentiero mi porta nel bosco

Metà marzo dischiude i suoi fiori per distrarre il mio passo

Sono piccoli e tra
quelle foglie
ormai secche ridanno colore
Alla terra bruciata dal freddo
dell’inverno che muore
Messaggeri dei fasti gioiosi
di quella primavera
Che lontano fa udire
il suo canto in avvicinamento

Quando inebrianti profumi danzeranno nell’aria portati dal vento, tra parole sommesse d’amore sussurrate alla sera, primi vagiti di giovani amori mentre aspetto te primavera… Pier

sabato 7 marzo 2009

OTTO MARZO


Com’eravamo giovani, con tanti sogni in testa
In quelle sere limpide vederti era una festa ..............................
Poi mano nella mano per quelle vie di Como dopo averti aspettata sotto quel portone in centro
Ricordo il momento in cui l’uscio si apriva e il tuo sorriso incontro il mio volto illuminava di dolci emozioni di calde sensazioni



in quella primavera che abbracciava l’estate
E poi quella panchina dietro il tempio Voltiano noi due che dentro agli occhi di ognuno cercavamo la musica d’amore il profumo di un fiore ,la brezza del momento dolcezza di quel vento che ci portava via lontano dentro a un sogno ......................
di poter stare insieme per tutta quella vita
che ci avrebbe veduto con il sorriso e il pianto camminare insieme ognuno fianco a fianco un giorno dopo l’altro lungo il correre del tempo.
Davanti ho un calendario che segna l’otto marzo ............................
E’ un giorno che le donne ricorderanno sempre.
E’ il giorno che sei nata oggi è il tuo compleanno che voglio ricordare con le fotografie immagini che niente potrà mai cancellare…….. E voglio ringraziarti per tutta la pazienza che in questo nostro viaggio ti ha sempre accompagnato ..E voglio dirti scusa per tutte quelle volte che ti ho fatto soffrire e non ti ho capita Voglio che tu ora prenda pian piano le mie dita e come quelle sere lungo il tramontar del sole Guardarti dentro agli occhi e dirti “ti amo Amore”
Pier.

giovedì 5 marzo 2009

_____ Un tuffo nel passato ______





Che sorpresaaaaa! Ieri mi capita tra le mani la rivista COMO&dintorni e a pagina 70 ecco apparire La terribile 5F .A guardarci bene alcuni di noi, me compreso, potrebbero sembrare i componenti di uno dei tanti gruppi musicali dell’epoca .


Quell’anno era uscito dolce Acqua dei Delirium un gruppo musicale dove la voce solista era quella del grande Ivano Fossati .Un Lp dove da un lato c’era un unico grande pezzo che dava appunto il titolo all’omonimo album. Un vero tuffo nel passato un’epoca dove ognuno di noi avrebbe voluto fare grandi cose vedere il mondo, paesi e genti diverse e…… allontanarsi da quelle sponde dove a pochi passi da esse sorgeva la nostra scuola…Così mi ritorna alla mente la canzone “favola del lago di Kriss”contenuta in quell’album e che qui vi propongo.


(Libertà)Notte chiara di luna piena notte chiara sul lago di Kriss
notte chiara di primavera
passa un'ombra sull'acqua di Kriss.
Forse il vento caldo di primavera
fa da guida all'ombra che va
la luna accende fuochi d'argento
sull'acqua calda del lago di Kriss.
"O tu che puoi camminare sull'acqua rimani un poco a parlare con me"l'ombra si ferma ed ascolta la voce parla allora gran lago di Kriss.
"Da mille anni sto fra queste rive non vedo che gli alberi intorno a me il mondo e il pratol'alba e l'imbrunire.
E la mia preghiera l'affido a te fa che io possa vedere il mondo degli uomini e le donne e il mare più profondo le terre più lontane che potrò scoprire la luce più abbagliante che potrò vedere sto da mille anni fra queste rive e la mia preghiera l'affido a te."Luna chiara nel cielo scuro è calda la notte sul lago di Kriss.Risponde l'ombra con la voce del vento"Vecchio lago tu non sai che cosa vuoi! Da mille anni stai fra queste rive il mondo non è ciò che credi tu.Inghiottirebbe il mare più profondo le terre più lontane bruciano la luce più abbagliante vedi tu ogni giorno è pace ciò che senti intorno a te."Notte cupa di cielo scurocala la luna su lago di Krissl'ombra è svanita dissolta nel buiotorna il silenzio sull'acqua di Kriss.

lunedì 2 marzo 2009

Danza notturna



Danza notturna
Volerò sulle ali del vento freddo
salirò lassù su quella luna
che brilla nella chiara notte
per portarti una manciata della sua magica luce. ti farò un vestito di argentea seta
tempestato di mille stelle celesti ed insieme danzeremo sotto la luce di questo cielo notturno I falò dell'accampamento ci faranno compagnia e...i tamburi incalzanti dei nostri cuori daranno il ritmo alla danza dell'amore due bianche figure illuminate dai raggi lunari e dai riverberi del fuoco ormai brace ardente diverranno un sol corpo un solo gemito...
Pier